5. Dal 1653 al 1668

1653. «Il convento della Colonnellina fu unito al Convento della Colonnella», si trova scritto nella lettera dell’agente romano Baldassare Papei ai consoli [Carteggio generale, B 10, ASRn, 9.5.1669].
Sul tema cfr. pure le lettere dei consoli a Papei, 12.4.1671, e 22.10.1671 [AP 454, ASRn]: soltanto la seconda lettera contiene la data del 1653.

1662. I Padri Girolamini chiedono il rinnovo ventennale dell’investitura. Che il 21 ottobre è delegata dal Consiglio agli organi competenti (Magistrato ed Eletti alla Colonnella) con voti 47 su 47 [AP 869, ASRn, cc. 95v/96r].
Da documenti esistenti in AP 796, ASRn, si ricava la data dello strumento di conferma della concessione: 24 ottobre dello stesso 1662. In altro testo [AP 454, ASRn, 17.10.1671], quest’ultima investitura è datata 1666. Crediamo si tratti di un semplice errore di trascrizione.

Il documento del 17 ottobre 1671 è importante perché precisa che in quest’investitura non soltanto sono ammessi i beni spettanti a Santa Maria degli Angeli detta la Colonnellina, ma anche «alcuni propri della Colonnella».

1668. Papa Clemente IX (1) scioglie la Congregazione dei Girolamini «una cum Congregationibus S. Georgei in Alga, et fratrum Jesutorum».
Nel 1668 il Priore dei Girolamini alla Colonnella è Padre Girolamo Fabri [AP 796, ASRn , 14.4.1668]. Come scriverà nel 1773 papa Ganganelli in Dominus ac Redemptor, i Girolamini «non portavano nessun utile o vantaggio al popolo cristiano».
La soppressione dei Girolamini spinge la Comunità di Rimini a ricorrere al papa per chiedere che dei beni e delle rendite già spettanti ai Girolamini riminesi, «ne fosse eretto un Benefitio nella Chiesa di S. Maria delli Angeli della Colonnellina posta dentro di Rimini conforme è stato eretto».
La richiesta della Comunità presenta quale fondamento giuridico il fatto che ai custodi della chiesa di Santa Maria degli Angeli «della Colonnellina» era stata affidata quella della Colonnella.
Papa Clemente X affida la pratica al cardinal Gasparo di Carpegna, pro-datario e vicario generale, ma soprattutto ex vescovo di Rimini (1656-1659).
La risposta romana è positiva, avendo avuto titolo la Comunità di Rimini, in base alla bolla di Giulio II (1506), di poter godere dei beni e delle rendite di cui erano giuridicamente destinatari i soppressi Girolamini [AP 796, ASRn,11 gennaio 1676].

In lettera dei consoli di Rimini all’agente Papei del 23.12.1668 si scrive che il vicario vescovile, per ordine della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, si era recato alla Colonnella per fare gli inventari dei beni mobili sia sacri sia profani, «come presupponendo» che fossero dei soppressi Padri Girolamini e non della Comunità.
Contro di ciò i consoli hanno fatto protesta per non restare pregiudicati nei diritti acquisiti.
A Papei si spedisce copia autentica dell’ultima investitura che suole rinnovarsi ogni venti anni, «per comprobare il nostro jus patronato», e soprattutto per dimostrare che i beni appartengono appunto «alla Comunità e non alla Congregazione» (dei Girolamini).
È del 24 ottobre 1662 l’ultima investitura di cui si parla con Papei (v. supra).

NOTA 1
Papa Clemente IX è stato eletto il 20 giugno 1667, succedendo ad Alessandro VII da cui era stato fatto cardinale il 9 aprile 1657.

All'indice della storia della Colonnella.

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