Rimini ieri, 1939

1939. L'ultima estate di pace

È l'ultima estate di pace, quella del 1939. Ma è una pace che puzza di bruciato.
Alla fine di agosto, sugli schermi cittadini viene proiettato il Cinegiornale Luce n. 1571, dedicato a Rimini che inizia così: «Gaia, spensierata, salubre vita balneare di grandi e piccini su una delle più belle spiagge del Litorale Adriatico...».
«Da quando il Duce ha soffermato la sua benevola attenzione sulla Città... Rimini è diventata un cantiere...», esulta «Il Popolo di Romagna» (29.7. 1939).
«Il Duce nel 1922 definì Rimini "Testa di Ponte" del Fascismo fra l'Italia Centrale e la Settentrionale...», aveva scritto Luigi Pasquini in occasione della famosa visita di Mussolini, a ferragosto del 1936, per l'avvio dei lavori che dovevano fare il vuoto attorno all'arco d'Augusto.
Il duce per la verità non ama troppo Rimini. Una volta l'ha persino chiamata «scarto delle Marche e rifiuto della Romagna». Ma è Rimini che deve amare Mussolini. Cioè il fascismo.
Quel giorno del 1936, «la folla urlava il suo incontenibile entusiasmo... in un abbraccio quasi pauroso. [...] Due anni dopo, il 16 giugno 1938, nella visita del Duce ai lavori quasi ultimati dell'isolamento dell'Arco, la disciplina dei fascisti e della folla fu perfetta, malgrado il prorompente entusiasmo che la visita di Lui aveva provocato». (Dal «Numero speciale» di «Ariminum» per il bimillenario augusteo, 1938.)
Rimini «Romana ed Augustea» esultava per il duce e per il fresco impero risorto «sulle vestigia della antica Roma». È una febbre continua che affascina ed acceca.
L'Italia «è un impero che vola come aquila sugli imperi degli altri Popoli. E non da oggi soltanto. Da secoli e secoli», scrive Nevio Matteini sul «Corriere Padano» del 5 settembre 1939: «L'impero Fascista vuol spiegare la bandiera dell'Unità europea». La nebbia della retorica oscura la realtà.
La seconda guerra mondiale è cominciata da quattro giorni. Il primo settembre, Hitler ha aggredito la Polonia (in marzo era entrato a Praga). Sono mosse che medita dal 1937.

«Ricordati che Mussolini ha sempre ragione...» Lo rammenta il «Popolo di Romagna» del 14 settembre, come prima voce di un decalogo per il fascista perfetto, rivolgendosi ai lettori con il «tu» piccolo borghese, anziché con l'«italianissimo voi» che doveva essere usato, dando «prova di comprensione».
Il dice ha detto: «La parola d'ordine, oggi, per il trasporti pubblici e urbani è 'filovia'». Bisognava recuperare il ferro delle rotaie, Rimini si è adeguata velocemente. I lavori, iniziati nel gennaio del 1939, si concludono a luglio. «Il vecchio tram se n'è andato senza lasciare in nessuno un'ombra di rimpianto», scrive il «Popolo di Romagna».
Il rimpianto non è virile, cioè non fascista. Le «Regole di vita» emanate dal Minculpop (Ministero della Cultura popolare), nell'agosto 1939, mettono al primo posto: «Preparare alla guerra totale». La gente, per scaramanzia, ci ride sopra.
Gira anche questa storiella. Mussolini non vuole più barzellette, e chiama un tipo sospettato di diffonderne a bizzeffe. Gli dice: «Ricordatevi che il fascismo è una cosa seria». E quello. «Ma questa non l'ho raccontata io...».
La Romagna dell'estate 19398 è tutta una festa. A Predappio, tremila operai e contadini ascoltano un concerto di Ferruccio Tagliavini. Beniamino Gigli a Riccione canta all'aperto in «Andrea Chénier».
«Il Corriere della Sera» del 12 luglio racconta l'esodo turistico verso il mare: «Per le riviere Ligure e Adriatica, si avviano ora le correnti più volte di villeggianti...».
Non c' solo la piccola borghesia arrivata con i treni popolari, sulle nostre spiagge. Rimini e Riccione sono la passerella mondana di gerarchi, da mazze del regime e dive autarchiche come Doris Duranti. «Lui" scende al Grand Hotel di Riccione.
Il podestà di Rimini e presidente dell'Azienda di soggiorno, conte Guido Mattioli Belmonte, «fascista del 1920», cioè un antemarcia, è nominato presidente dell'Ente nazionale incremento industrie turistiche.

Il glorioso 26° reggimento d'artiglieria la Caserma «Castel Fidardo». Paola Borboni recita al Novelli di «Sera di pioggia» di Paola Riccona. La luce elettrica arriva a Spadarolo, È varato il motoveliero Elsa, madrina la contessa Matilde Zavagli. La linea aerea Praga-Roma fa scalo a Diramare. Flavio Lombardini vince la gara comunale di tiro a segno. L'immagine di facciata è quella di una «giocosa e serena tranquillità del popolo, anche in questo momento particolarmente delicato della situazione internazionale», come scrive un commentatore del tempo.
Il regime favorisce i viaggi popolari a metà prezzo, simbolo di quel movimento che è un mito del tutto futurista e fascista. Indica salute, forza, spirito di iniziativa, volontà. «Non piagnucolare se non puoi girare con la macchina... Adopera la bicicletta, ti farà andar giù un po' di pancia»: sono due altri comandamenti del «Popolo di Romagna». Dal 10 agosto ogni bici deve avere fanale anteriore a luce gialla, parafango posteriore bianco e catarifrangente rosso, detto 'pomodoro'.
Bisogna sorridere. Altro imperativo, soprattutto per i commercianti, ai quali tocca mostrare «la faccia più allegra».
Da Roma, i «Fogli di disposizione» del Partito si susseguono a ritmo incalzante. «Silenzio nei ranghi, anche sul riposo». «I più zelanti a cercar cariche sono i meno attaccati al lavoro».
I titoli del «popolo di Romagna» sono rassicuranti: «La serena fiducia del popolo italiano nella nuova giustizia internazionale voluta dal Duce». È il 23 agosto.
Il 12 agosto, il «Corriere Padano» intitola: «La pace sospesa a un filo». E sotto: «Problemi della preparazione militare esaminati da Mussolini». ´Quel giorno, il Pontefice riceve in Vaticano, in udienza privata, il vescovo di Rimini mons. Vincenzo Scozzoli.)
Nella cronaca locale del 30 agosto sul «Corriere Padano», si parla di febbrili indagini per un'auto rubata. Le notizie da Rimini sono monotone, anche rispetto a quelle di altre città. Qualche bici portata via al legittimo proprietario, arresti, liti tra coniugi, incendi estivi nei campi.

Il 31 agosto, il «Corriere Padano» annuncia: «Nuove misure precauzionali adottate dal governo fascista». Il conto alla rovescia è cominciato. Il «Popolo di Romagna» vuol far credere che la guerra sia un affare privato tra politici e giornalisti. Più esplicito il «Corriere Padano» che nel numero del 31 agosto riferisce di un devoto triduo di preghiere alla Madonna della Misericordia, nella chiesa di Santa Chiara, «per ottenere la pace alle nazioni del mondo». «Anche nel santuario di Santa Maria delle Grazie si sono fatte fervide preghiere a tale scopo».
A San Benedetto, infine, sono state celebrate funzioni in onore di San Francesco, patrono d'Italia, «perché protegga la Patria nostra». È stata recitata «una speciale preghiera composta con approvazione ecclesiastica per le attuali circostanze».
Per tutta l'estate, il «Popolo di Romagna» ha raccontato piccoli avvenimenti riminesi. Alla tombola dei combattenti, in piazza Cavour, le 2.500 lire del primo premio sono andate il 6 agosto a Luigi Minghetti, via Covignano 96. Ai provinciali di atletica della Gil, Gioventù Italiana del Littorio, nessun primo posto per un riminese. De Nittis è secondo nei 200 metri e terzo nei 110 ostacoli. Porcellini secondo negli 800., Terzo Amadei nella marcia, terzo Fabbri nel salto in lungo (6,13) e terzo Orsini nel triplo.
Per medici condotti e ufficiali sanitari, si prepara il secondo corso di aggiornamento «per la sanità della razza». È l'effetto delle infami legge del 1938, modellate su quelle germaniche.

["il Ponte", Rimini, 10.09.1989]

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